Spazioprever lezioni in rete - I.I.S. "A. Prever" Pinerolo

 

Eugenio Montale (1896-1981)

 

Forse un mattino andando

(p. 421)

Questa poesia parla di uno dei temi preferiti da Montale: il miracolo, il momento in cui la divinità che ci governa si distrae, commette un errore, lascia aperto un varco alla conoscenza umana e permette agli uomini, per un secondo, di penetrare nella sua volontà.

Forse, camminando un mattino in un’aria tersa e asettica, sterile, voltandomi, vedrò d’improvviso il miracolo. Alle mie spalle vedrò il nulla perfetto, il vuoto, e ciò mi farà provare un dolore di un ubriaco.

Poi, come se vi fosse uno schermo, tutto tornerà come prima: alberi, case e collline torneranno al loro posto consueto e io proseguirò a vivere nel mio solito inganno (l’inganno deriva dal fatto che ciò che vediamo non corrisponde alla realtà vera). Però sarà troppo tardi, il poeta avrà visto la realtà ultima dell’uomo (il Nulla leopardiano) e camminerà a fianco degli uomini che non si voltano mai, che credono a quello che vedono, e dovrà tenere dentro di sé questo segreto (ricordate quel nulla d’inesauribile segreto da Il porto sepolto di Ungaretti?).

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