Spazioprever lezioni in rete - I.I.S. "A. Prever" Pinerolo

 

Il Tè

Storia del tè
Il tè in Inghilterra - 1740 Il tè in Inghilterra - 1740

Storia del tè in Gran Bretagna

Il primo campione di tè arrivò in Inghilterra tra il 1652 e il 1654; il tè guadagnò in fretta popolarità tanto da diventare in breve tempo la bevanda nazionale, sostituendo la tradizionale ale. In Inghilterra, come era già successo in Olanda e in Francia, fu inizialmente la nobiltà, per via dell’alto costo di quelle prime importazioni, ad accettare il tè e a renderlo famoso. Il legame del tè con la Gran Bretagna avvenne nel 1662, anno in cui Caterina di Braganza sposò Charles II.

Charles II era cresciuto in Olanda, dove bere tè era un fatto comune, ed anche la giovane sposa portoghese, figlia del re Giovanni IV, era abituata al tè. Quando in Inghilterra fu ristabilita la monarchia, i due reali introdussero alla corte questa loro abitudine.
All'inizio la bevanda era chiamata cha, la parola cantonese usata per il tè, ma quando il commercio britannico del tè, si spostò da Canton ad Amoy, il nome fu cambiato in t'e, termine usato in quella regione per indicare la foglia del tè.

Nel 1600 Elisabetta I aveva fondato la Compagnia delle Indie Orientali, con lo scopo di promuovere il commercio asiatico; con il matrimonio tra Caterina di Braganza e Carlo II, l’Inghilterra ottenne alcuni territori asiatici, portati in dote dalla sposa, e così la Compagnia ebbe una base operativa.
La Compagnia delle Indie Orientali aveva un larghissimo monopolio su tutti i commerci ad est del Capo di Buona Speranza e a ovest di Capo Horn. Aveva un potere quasi illimitato, tra i suoi diritti erano sanciti quello di: acquisire legalmente territori e governarli, coniare denaro, formare eserciti e costruire forti, creare alleanze straniere, dichiarare guerra e firmare la pace, promulgare leggi e punire i trasgressori. La Compagnia delle Indie Orientali mantenne il monopolio sul commercio del tè fino al 1833.

Sul finire del XVII secolo il tè era ormai una bevanda abituale richiesta nelle coffee-houses aperte alcuni decenni prima sotto la spinta del consumo del caffè. La prima vera coffee house di Londra fu aperta nel 1652 da Daniel Edwards.
Le coffee houses erano locali riservati agli uomini e non erano considerati dei semplici caffè, ma veri centri politici e sociali dove si svolgevano varie attività culturali.
Le signore dovettero aspettare il 1717 per frequentare assiduamente il Golden Lion, la prima bottega del tè, aperta a Devereux Court da Thomas Twining il quale, nel 1706, aveva già avviato una coffee house.

La completa affermazione del tè avvenne nella prima metà del XVIII secolo con l'ideazione dei tea gardens, pretesto aristocratico per far festa e passare il tempo. Con un pagamento all'entrata, gli avventori, la mattina, il pomeriggio e la sera, potevano bere quanto tè volevano, accompagnandolo con pane, burro, marmellate e dolci. In questi giardini, oltre al tea-drinking, si organizzavano spettacoli e giochi sportivi.

I più famosi tea drinkings furono Vauxhall inaugurato nel 1732, Ranelagh, aperto nel 1742, Marylebone dove avvenivano feste in maschera e fuochi d'artificio, Bermondsey offriva mostre di pitture, Cuper's Gardens organizzava concerti e la White Conduit House, il cricket. A Londra, a metà del XVIII secolo, vi erano più di trenta giardini del tè, e ben presto la moda si diffuse anche nelle colonie. New York ebbe i suoi giardini del tè, dei quali il più famoso fu il Tea Water Pump Garden.

Afternoon Tea

La mania del tè si espanse in tutta l’Inghilterra come era già accaduto in Francia e in Olanda.
Prima dell’introduzione del tè in Gran Bretagna, gli inglesi facevano due pasti principali: il breakfast e il dinner. Il breakfast si componeva di ale, pane e carne. Il dinner era un lungo e abbondante pasto consumato alla fine della giornata.

litografia: la visita dello scapolo 1880 - Koch La visita dello scapolo 1880 - Koch

Non ci sono dubbi che Anna, duchessa di Bedford (1788 – 1861), provava, verso il tardo pomeriggio, una certa sensazione di vuoto allo stomaco. Cominciò così ad invitare le amiche nella sua residenza estiva di Belvoir, dove offriva loro un breve spuntino alle cinque del pomeriggio.

I cibi erano piccole torte, piccoli sandwich, dolci di vario tipo e naturalmente il tè. Questa iniziativa mondana, cominciata come passatempo estivo, la coinvolse a tal punto che volle continuarla anche dopo il suo rientro a Londra, dove invitava gli amici per una tazza di tè e una passeggiata.

Tale attività pomeridiana fu presto imitata da altre signore della società che conta e nacque subito un certo cerimoniale. La prima teiera di tè era preparata in cucina e portata alla padrona di casa che aspettava insieme alle sue invitate, circondata da bella porcellana cinese. La prima teiera era riscaldata dalla cameriera con una seconda teiera, tenuta al caldo su una fiamma. I cibi e il tè erano fatti passare tra gli ospiti, e lo scopo principale di questi appuntamenti pomeridiani era la conversazione.

Con il continuo calo del prezzo del tè, determinato dal diffondersi della bevanda, le abitudini legate al rito del tè, si diffusero, allargandosi dalla nobiltà alla popolazione. At home tea, high tea, family tea, tennis tea, sono altri momenti dove il tè era il giusto pretesto, con la sua apparente formalità, per creare e mantenere incontri mondani, spesso frivoli e non importanti, per vedere ed essere visti.
In quegli anni, il merito del tè, fu l'aver ingentilito i costumi della società più elegante e, di riflesso, quando calò il prezzo, quello di fornire alla popolazione un'alternativa al gin.

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